IMG_20221031_184623_856.jpg

MetropolisTeatro affronta il classico teatro goldoniano con una messa in scena moderna ed allegra della Locandiera. Musica, canti, ironia per raccontare una pietra miliare del teatro.

 

In realtà il teatro goldoniano va molto al di là di una moralistica definizione di caratteri “positivi” e “negativi” e di una rappresentazione della società di allora.

Uno dei primi grandi esempi dell’arte goldoniana, e del suo tentativo di superare gli schemi della commedia dell’arte, è proprio nell’opera La locandiera, in mostra al teatro Sant’Angelo per la prima volta il 26 dicembre del 1752.

Considerata come il simbolo della malizia e della frivolezza, eccezionale immagine di desideri inappagati, la protagonista Mirandolina, in realtà, vive il contrasto di impossibili e pericolose promesse di felicità, che rimangono soffocate da un mondo governato da una rigida e fredda impostazione classista e da regole sociali che la stessa Mirandolina ha rischiato di trasgredire. Attirando col suo fascino una serie di nobili corteggiatori, li respinge mantenendoli a distanza, impegnandosi invece a persuadere il cavaliere di Ripafratta, nemico delle donne e dell’amore. Dopo aver trascinato alla passione il cavaliere e aver sfiorato il desiderio amoroso che l’avrebbe spinta ad uscire fuori della propria condizione sociale, ella rifiuta il nobile pretendente e sposa frettolosamente il servitore Fabrizio

con Ilaria Gori, Lorenzo Bittini, Tommaso Parenti, Carlo De Dominicis, Eleonora Bassanti, Paola Cecchini, Alessandro Vanni, Patrizia Belli e Ilaria Ulivieri

REGIA ed ADATTAMENTO di Tommaso Parenti