MI CHIAMAVANO TUTTI JACK      di e con Tommaso Parenti

Il racconto della battaglia di Valibona. Niente scene, niente costumi, solo la potenza del racconto e del ricordo.

 

I muri parlano. Le case, i sassi sussurrano. Anche gli alberi raccontano e non dimenticano. Mai. Ezio il Natale lo passa in famiglia, come tutti. Ma la mattina la dedica a se stesso. Si fa portare da suo nipote alle Croci di Calenzano e poi, una volta alla fonte, passeggia, da solo, nei boschi della Calvana, fino ad arrivare in quella valle. La valle che parla più di tutti gli alberi, di tutti i muri, di tutti i sassi. Ezio si siede ed ascolta. E ricorda, col vento che gli accarezza la faccia, quegli anni terribili ed affascinanti. Ricorda le voci, dei suoi compagni, dei fascisti che urlano, ricorda gli sguardi, di terrore, sgomento. Ricorda il freddo della montagna in Gennaio. Lanciotto, Carlino, Teotiste, Ciccio La Rosa, Nandino.... dove siete ? Scappate !!! arrivanoooooooo..... Ezio piange, come ogni anno, avvolto da quei ricordi. E' tutto come allora. Ed invece sono passati tanti anni. Adesso Ezio ha 82 anni, la pelle avvizzita dagli anni e dai pensieri. Le mani artritiche e doloranti che non riescono più a disegnare e dipingere come una volta, gli occhi velati dalla nebbia dell'età ma ricorda bene di quando lo chiamavano tutti Jack.

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